Descrizione
Il tema della sicurezza dei cittadini e del patrimonio pubblico è sempre stato prioritario per l’amministrazione comunale e nel corso degli ultimi anni sono state investite risorse significative per potenziare il sistema della videosorveglianza su tutto il territorio. A questo si unisce una costante collaborazione con le associazioni e le forze dell’ordine per informare i cittadini e metterli in guardia da possibili truffe.
Con questo obiettivo e con questa sinergia, sono stati organizzati due incontri con la partecipazione dell'Arma dei Carabinieri e di rappresentanti del Comune. Il primo appuntamento si è svolto nei giorni scorsi nella sede della Pubblica Assistenza Val d'Arbia e l’altro è in programma sabato 9 marzo alle 16.30 nella sede della Confraternita di Misericordia di Monteroni d’Arbia.
Come è composto il sistema di videosorveglianza presente a Monteroni d’Arbia?
L’attuale sistema di videosorveglianza si compone di 67 telecamere di contesto e 8 telecamere di lettura targa. Gli apparecchi sono collocati in 37 punti su tutto il territorio, negli incroci e nei luoghi di maggiore necessità e passaggio e su tutte le principali arterie stradali di ingresso e uscita dal nostro comune.
Quali esigenze ci sono nel territorio?
Negli ultimi anni abbiamo registrato atti vandalici e furti e anche se dai dati statistici emerge che Monteroni d’Arbia è nella media della provincia di Siena, la percezione di insicurezza sta aumentando. Inoltre, non sono mancati episodi di inciviltà come l’abbandono di rifiuti o altre azioni che non hanno una rilevanza penale. In questo contesto, i cittadini vorrebbero le telecamere ovunque, ma non possiamo riempire a macchia di leopardo il territorio per soddisfare singole e individuali necessità. Ce lo vieta il garante per la privacy. Va detto, però, che un sistema viene ben integrato se alla base ha una buona e previgente predisposizione, soprattutto per la trasmissione dei dati. Con questo obiettivo, negli ultimi anni abbiamo potenziato la rete di trasmissione per coprire al meglio il nostro territorio e oggi siamo a circa il 70% del tessuto urbano. Così facendo, potremo integrare con maggiore facilità e sicurezza il sistema delle telecamere.
In casi di piccoli reati ed episodi di inciviltà, come avete usato il sistema di videosorveglianza?
Per prima cosa mettendo le immagini a disposizione di tutte le forze di polizia del territorio. Inoltre, abbiamo aggiornato il software con nuove tecnologie rendendolo più performante e per contrastare l’abbandono indiscriminato di rifiuti abbiamo stipulato un’apposita convenzione con Sei Toscana per utilizzare i loro apparati.
Ci può fornire alcuni dati sugli accertamenti?
Le immagini sono una fonte di prova che vengono usate nelle indagini degli inquirenti, che sono però segrete. Pertanto, possiamo fornire soltanto i dati estrapolati da noi. Soltanto nel 2023 le richieste di estrapolazione dei video sono state 138, per un totale di circa 580 ore di registrazione, mentre le targhe monitorate sono state oltre 850. La videosorveglianza non può essere utilizzata indiscriminatamente per tutte le cose spiacevoli che accadono nel territorio o per cose che possono indignare l’opinione pubblica. Dobbiamo stare attenti alle regole in materia di privacy. In altri casi dove è consentito l’utilizzo delle immagini, invece, le telecamere vengono consultate e lo dimostra un bilancio importante con l’apertura di oltre 350 fascicoli in circa due anni per violazioni inerenti la nettezza urbana, l’infortunistica stradale e i danni al patrimonio pubblico.
Ultimamente il Comune ha indicato l’utilizzo di nuove tecnologie?
Nel 2023 abbiamo aggiornato il software e potenziato il sistema di comunicazione delle telecamere. Adesso, il sistema può rilevare il colore di un oggetto, la sua dimensione, la direzione di provenienza, una scritta o un preciso particolare. Un sistema intelligente che può essere molto utile e ridurre notevolmente il tempo di verifica delle immagini.
Ci può fare un esempio?
Se le forze dell’ordine cercano un veicolo di colore rosso, una volta interrogato il sistema chiedendogli di reperire tutti i veicoli rossi o colori affini fornirà in pochi minuti tutte le immagini necessarie alle indagini. Questo riduce molto i tempi di accertamento con maggiore efficacia e tempestività nella ricerca di eventuali malfattori.
Quindi in caso di furti o altri reati, le forze dell’ordine hanno una dotazione in più con il sistema di telecamere potenziato?
Sì, notevolmente, anche se rimane fondamentale la collaborazione dei cittadini nei confronti delle forze dell’ordine. Il sistema ci offre un aiuto solo in una parte per le indagini degli organi di polizia, che devono poter contare sugli elementi giusti forniti dai cittadini.
Un sistema evoluto quindi, ma non si rischia un grande fratello?
Non si tratta assolutamente di un grande fratello e va evidenziato che non è previsto l’utilizzo di apparati per controlli biometrici e neppure per fini statistici. I dati vengono estratti solo per necessità da parte delle forze dell’ordine e seguono le procedure previste dalle norme della privacy. Il protocollo sulla sicurezza risponde a rigidi canoni di utilizzo. Tutto viene annotato e gli accessi sono consentiti soltanto a poche persone che le usano per il lavoro di polizia.
Cosa può consigliare ai cittadini in caso di problematiche, furti e altri reati?
Consiglio di avvisare subito gli organi preposti senza perdere tempo, fornendo tutti i dettagli possibili su ciò che si è osservato, in quale orario, in quale zona e altre informazioni utili. Maggiori sono i dettagli, più il sistema è veloce e più le forze dell’ordine possono essere incisive.
Quindi nelle segnalazioni i dettagli possono fare la differenza?
Certo. Ad esempio, nel caso di un’auto sapere il colore, il tipo di veicolo, la direzione e altre informazioni possono consentire al nuovo software di avere tutti i dati necessari per la ricerca in pochi minuti.
Cosa è previsto in futuro?
L’esperienza ci insegna che purtroppo c’è sempre più bisogno di questi strumenti e abbiamo in previsione di integrare il sistema soprattutto nei parchi e nelle aree verdi del territorio.
Ci sono contributi per la videosorveglianza?
Sì, ci sono, ma non sempre è automatico e facile ottenerli. In questi anni il Comune si è impegnato molto ed è riuscito a coprire circa il 65% delle spese sostenute con contributi esterni che negli ultimi 4 anni sono stati pari a circa 47 mila euro.
Il Comune eroga contributi alle aziende che vogliono dotarsi di telecamere?
Si, da oltre 5 anni il Comune compartecipa alle spese degli esercizi commerciali o delle aziende che realizzano un proprio sistema videosorveglianza e finora ne sono state installate 10 con questa opportunità. In questo caso le immagini sono a uso esclusivo delle forze dell’ordine.
Carabinieri e polizia usano le telecamere del Comune?
Si, certo. Il Comune fornisce a tutte le forze dell’ordine le immagini che possono essere visionate in diretta o in remoto. Inoltre, stiamo attivando un sistema di “Alert” che comunica direttamente il passaggio di un veicolo rubato o inserito in una black list su telefoni o indirizzi mail dei comandanti o dei loro preposti.
Rimanendo in tema di sicurezza urbana, cosa consiglia ai cittadini?
Anche se i dati di Monteroni d’Arbia sono nella media nazionale e non sono preoccupanti, rimane alta la sensazione di insicurezza soprattutto riguardo ai furti nelle abitazioni. Pertanto, è raccomandabile chiudere sempre bene le case e, dove possibile, condividere le assenze con i vicini che possono dare, come si dice, ‘un occhio in più’. Anche dotarsi di un sistema di allarme, seppure minimo, è sempre un buon deterrente. Rimane, comunque, fondamentale contattare repentinamente le forze dell’ordine e fornire loro tutte le informazioni utili.